Chi compra un centro di lavoro a 5 assi usato guarda sempre le stesse cose: ore di lavoro, stato della meccanica, marca del controllo numerico, magazzino utensili. Tutto giusto, tutto sensato. Il problema è che nessuno si preoccupa davvero dello stato dei cuscinetti nella testa birotativa. E questo, nel giro di sei-otto mesi, diventa il vero costo nascosto dell’operazione.
Non è un discorso da paranoici. È che su una testa a 5 assi i cuscinetti lavorano in condizioni che non hanno niente a che vedere con quelle di un mandrino tradizionale. Angoli variabili, carichi dinamici, vibrazioni su più piani. E se il centro ha fatto vita vera in produzione – lamiere, stampi, carpenteria pesante – quei cuscinetti hanno già dato parecchio, anche se le ore totali sulla macchina sembrano contenute.
Il problema dei cuscinetti angolari nelle teste birotative
La maggior parte delle teste a 5 assi montate su centri usati – parliamo di macchine tra i 10 e i 18 anni – usa cuscinetti a contatto angolare in configurazione back-to-back. Sono robusti, hanno gioco minimo, reggono bene le forze assiali. Sulla carta.
Il guaio è che quei cuscinetti sono dimensionati per un ciclo di vita teorico calcolato su condizioni d’uso ottimali: lubrificazione impeccabile, temperature stabili, assenza di shock. Peccato che nella realtà le officine non lavorino mai in condizioni ottimali. Il centro viene spinto, la lubrificazione automatica a volte salta un giro, le temperature in estate sfiorano i 35 gradi in officina. E i cuscinetti iniziano a soffrire.
Dopo 6.000-7.000 ore di lavoro vero – non le ore dichiarate dal contaore, ma quelle passate davvero in asportazione – i cuscinetti delle teste iniziano a manifestare giochi impercettibili. Parliamo di decimi, a volte centesimi. Niente che si veda a occhio. Ma abbastanza per rovinare le tolleranze su lavorazioni di precisione.
Cosa controllare prima dell’acquisto e perché quasi nessuno lo fa
Il test serio sui cuscinetti di una testa birotativa richiede tempo e strumenti. Servirebbe smontare la testa, controllare i giochi assiali, verificare lo stato delle piste con un endoscopio. Un’operazione da almeno mezza giornata, con la macchina ferma. E qui casca l’asino: quasi nessun venditore di usato permette questo livello di ispezione. Al massimo ti fanno fare un giro a vuoto, due-tre interpolazioni su G-code di esempio, e via.
Risultato: compri al buio. O meglio, compri fidandoti delle ore dichiarate e dello stato estetico generale della macchina. Che non significa niente.
Le schede tecniche disponibili su https://www.rikienterprises.com/usata/centri-di-lavoro-a-5-assi riportano in alcuni casi i dati di revisione effettuata, ma non sempre il dettaglio sui cuscinetti delle teste è esplicitato. E quando lo è, spesso si limita a “cuscinetti verificati” o “testa revisionata”, formule che lasciano il tempo che trovano.
Chi ha esperienza sa che l’unico controllo affidabile è quello vibrazionale. Si monta un accelerometro sulla testa, si fa girare il mandrino a diverse velocità e con diversi angoli di rotazione degli assi A e C, si registrano le frequenze. Se escono picchi anomali sopra certe soglie, i cuscinetti sono da sostituire. Punto.
Ma quanti acquirenti di usato portano con sé un analizzatore di vibrazioni quando vanno a vedere una macchina? Nessuno.
Il costo reale della sostituzione cuscinetti su una testa birotativa
Mettiamo che compri il centro usato, lo metti in produzione, e dopo quattro mesi ti accorgi che le tolleranze non ci sono più. Fai venire il tecnico, diagnostica gioco sui cuscinetti della testa. A quel punto sono dolori.
La sostituzione dei cuscinetti su una testa a 5 assi non è come cambiare un cuscinetto su una lavatrice. Serve smontare tutta la cinematica, estrarre i cuscinetti vecchi – spesso in forzamento – montare i nuovi con precarico calcolato al micron, riassemblare, tarare gli encoder, fare i cicli di allineamento. Siamo su 80-120 ore di manodopera specializzata, a seconda del modello.
I cuscinetti di ricambio originali per teste di marchi giapponesi o tedeschi costano tra i 1.200 e i 2.800 euro al pezzo. E te ne servono almeno quattro, spesso sei. Poi aggiungi guarnizioni, o-ring, grasso speciale, eventualmente encoder da ritarare. Siamo facilmente sopra i 15.000 euro di intervento completo, fermo macchina incluso.
E questo su una macchina che magari hai pagato 60.000 euro. Il 25% del valore, bruciato in un colpo solo.
Cuscinetti compatibili: risparmi subito, paghi dopo
Qualcuno prova la strada dei cuscinetti compatibili. Esistono fornitori che propongono alternative ai ricambi originali, con prezzi dimezzati. Sulla carta reggono le specifiche tecniche. Sulla carta.
Il problema è che un cuscinetto per testa birotativa non è solo una questione di misure e materiali. C’è il precarico, la classe di precisione, la coppia di riferimento, la resistenza alle vibrazioni ad alta frequenza. Dettagli che fanno la differenza tra un cuscinetto che dura altri 5.000 ore e uno che si degrada in 18 mesi.
Chi scrive ha visto officine montare cuscinetti aftermarket su teste di centri giapponesi. In tre casi su quattro, nel giro di un anno erano punto e a capo. Giochi, vibrazioni, rumori anomali. E alla fine hanno dovuto smontare tutto e rifare il lavoro con i ricambi originali. Spesa doppia, tempo perso, nervi a pezzi.
Revisione seria o verniciata a nuovo: come distinguerle
I centri a 5 assi usati in vendita sul mercato italiano arrivano da tre canti: dismissioni dirette di aziende che rinnovano il parco macchine, fallimenti, importazioni da mercati esteri (spesso Germania o Corea). Solo una parte passa attraverso revisioni vere. Il resto viene ripulito, verniciato, testato al minimo, e rimesso in vendita.
La differenza tra una revisione seria e una “sistemata estetica” sta tutta nei dettagli invisibili. Una revisione vera prevede lo smontaggio delle teste, il controllo dei cuscinetti, la sostituzione di tutte le guarnizioni, la verifica degli encoder, la taratura degli assi. Costa tempo e soldi. Una sistemata estetica prevede lavaggio, verniciatura, lubrificazione, test a vuoto. Costa poco e si vede.
Il problema è che a occhio non si distingue. Una macchina verniciata bene, con carter puliti e finestrini lucidi, sembra perfetta anche se dentro ha cuscinetti al limite. E il venditore – salvo eccezioni – non ha nessun interesse a farti smontare la testa per verificare.
L’unico modo per tutelarsi è pretendere la perizia asseverata con il dettaglio degli interventi. Non la generica “macchina revisionata”, ma l’elenco preciso: cuscinetti sostituiti (marca e codice), tolleranze verificate (con report di misura), encoder tarati (con protocollo). Se il venditore non produce questi documenti, la revisione è aria fritta.
Quando conviene davvero comprare un 5 assi usato
Allora tanto vale comprare nuovo? No, non è questo il punto. Il punto è comprare usato con cognizione di causa. Un centro a 5 assi usato con 4.000-5.000 ore vere, revisionato da chi ci mette la faccia e fornisce documentazione tecnica dettagliata, è un affare. Ti costa il 40-50% di un equivalente nuovo, e se i cuscinetti sono stati sostituiti hai davanti altri 8-10 anni di lavoro tranquillo.
Il problema sono le macchine con 8.000-10.000 ore vendute come “poco utilizzate”, o quelle con ore azzerate dopo un ripristino del CNC, o quelle importate dall’estero senza storia documentata. Lì il rischio cuscinetti è altissimo, e te ne accorgi solo dopo.
Un altro segnale: se il prezzo è troppo basso rispetto al mercato, c’è sotto qualcosa. Un centro a 5 assi di marca seria, anche vecchio di 12-15 anni, ha un valore residuo importante. Se te lo offrono a metà prezzo, o ha fatto vita durissima, o ha problemi nascosti, o è stato importato da mercati dove la manutenzione è un optional.
La regola d’oro resta sempre la stessa: meglio spendere 5.000 euro in più per una macchina documentata e revisionata, che risparmiare subito e pagare 15.000 euro di cuscinetti dopo sei mesi. Il gioco non vale la candela. Mai.
