VISITE SENZA BARRIERE DENTRO LA STORIA CON NEAR – Museo della Guerra Bianca in Adamello

A volte è frustrante avere un bene storico come Forte Montecchio Nord, unico forte dei 48 costruiti nella Prima Guerra Mondiale dal Regio Esercito sopravvissuto completamente integro al conflitto, e non riuscire a spiegarlo a tutti. Le guide del Museo della Guerra Bianca sono da sempre abituate, nelle visite guidate che si susseguono nel sito storico di Colico, in Alto Lario, a spiegare in due lingue questo rarissimo esempio di architettura militare. Soprattutto cercano di far rivivere quei momenti terribili, anche se Colico fu solamente sfiorata dalla Guerra vera. Cercano di far emozionare i visitatori descrivendo le condizioni di vita e operative che i soldati vivevano in questo grande manufatto di cemento armato e pietre, in parte scavato nella nuda roccia, fino a sessanta metri di profondità. Ma le visite guidate hanno un loro limite nel non poter essere svolte in più di due lingue, solitamente italiano e inglese o italiano e tedesco. Una frustrazione per chi, come tutti gli operatori del Museo, non hanno altro scopo nella loro “missione”, che tramandare la storia vissuta in prima persona. Ovvero guardando dotazioni e armamenti, sentendo l’odore acro del grasso minerale sui cannoni, ascoltando i freddi e meccanici scatti del percuotitore sull’otturatore di un “mostro” da 4 tonnellate, oppure lo stridìo della cupola da 100 tonnellate rimessa in condizioni di ruotare di 360 gradi. Frustrazione, quella di non riuscire a “passare” queste informazioni in tutte le lingue, superata abilmente da questo progetto che abbatte le barriere linguistiche in una zona a forte vocazione turistica e i cui visitatori sono per lo più stranieri: tedeschi, in primis, ma anche olandesi, inglesi, francesi, belgi, americani, svizzeri, australiani, giapponesi e, ultimamente, russi… Per questo il sistema di seguito descritto è stato motivo di soddisfazione per tutto lo staff.

Chiunque, con il suo cellulare, sia esso Android o iPhone, può entrare in un luogo dove assolutamente non c’è “campo” e attivando il bluetooth che solitamente si usa per gli auricolari scaricare sul proprio device mobile tutte le informazioni sul forte. Step by step, stanza dopo stanza. Allo stesso ritmo delle spiegazioni fornite a voce dalla guida, ma scritte sul cellulare nella propria lingua. Sia essa il francese o il russo, l’inglese o l’olandese… Dentro quella che, in altri luoghi, è diventata la “bara” di cemento di molti poveri soldati italiani (basti pensare al Forte Varena in Trentino), la storia rivive. Senza più urla né esplosioni. Ma con quel silenzio della consapevolezza che solamente una visita ben spiegata può regalare a chi ha la sensibilità per prestarne ascolto e attenzione.