What a space

What a Space nasce dalle idee e dall’impegno di Andrea Sesta e Daniela Galvani: lui ingegnere, lei architetto, decidono di mettere assieme le loro competenze e le loro intuizioni per realizzare un percorso imprenditoriale comune. Il viaggio inizia nel 2011 con l’avvio di [im]possible living, un progetto web per la rivalutazione del patrimonio mondiale di edifici abbandonati. Il tema di fondo è l’ottimizzazione dell’uso dello spazio attraverso un modo innovativo di vedere gli edifici abbandonati: non più un problema ma una risorsa.
Il passo successivo è quindi un percorso di studio e lo sviluppo di un prodotto al servizio di una community mondiale, unita dall’obiettivo di mappare e riattivare milioni di edifici abbandonati. Il principio di aggregazione e il motore dei progetti è il crowdsourcing, ovvero il coinvolgimento spontaneo di persone pronte ad offrire idee, competenze e risorse per rendere concreto e profittevole il riutilizzo degli edifici mappati.
E’ così che nasce la piattaforma www.impossibleliving.com, che nel corso del tempo viene popolata da circa 2000 utenti pronti a contribuire alla riattivazione dei 1000 edifici mappati, mettendo a disposizione idee e competenze.
Contemporaneamente viene avviato un dialogo con il mondo dell’imprenditoria immobiliare, per reperire le risorse necessarie alla rivalutazione del patrimonio abbandonato, attraverso una nuova modalità di sviluppo immobiliare, basata ancora una volta sul crowdsourcing.
Durante una visita a San Francisco (Maggio 2013) Andrea e Daniela hanno l’opportunità di parlare con diversi giovani imprenditori operanti sulla scala urbana attraverso servizi basati su piattaforme web. E’ così che maturano l’idea di sviluppare una piattaforma in grado di favorire l’affitto temporaneo degli spazi .
Unendo l’esperienza e i feedback ricevuti durante lo sviluppo di [im]possible living, si fa sempre più chiara una cosa fondamentale: le persone sono alla continua ricerca di spazi da utilizzare per i più svariati motivi e devono mettersi in contatto con i proprietari di spazi sottoutilizzati o inutilizzati che vogliono darli in affitto. Partendo da questa nuova prospettiva Andrea e Daniela decidono di lavorare sullo sviluppo di un marketplace online .
Memori degli insegnamenti dall’esperienza passata, sviluppano un test molto semplice per sondare il mercato: individuano nella città di Milano 10 spazi e li pubblicano sotto forma di annunci su piattaforme come Kijiji, immobiliare.it, ecc. Nell’arco di un solo mese (a partire da fine Giugno 2013) ricevono 30 richieste e concludono 3 transazioni, gestendo tutta l’operatività manualmente.
A seguito di questi risultati lanciano il 19 Agosto 2013 una landing page con un nuovo marchio (whataspace.it), dove pubblicano tutte le location a loro disposizione. Contemporaneamente cominciano ad acquistare traffico profilato su Google Adwords e in 20 giorni ricevono più di 20 richieste (un numero molto elevato considerando il periodo), concludendo 3 ulteriori transazioni.
Questi risultati dimostrano ai due soci che effettivamente esiste un’esigenza da parte delle persone di affittare spazi per un uso temporaneo e flessibile e di plasmare, su di essi, nuove esperienze di acquisto. Nasce così www.whataspace.it.
Ispirandosi al modello della sharing economy, cominciano a dare vita ad una community di Space Owner che ad oggi hanno pubblicato più di 250 annunci solo sulla città di Milano e di Space User che hanno mandato più di 2000 richieste di affitto.
La vision è rendere le decine di migliaia di spazi che ora sono inutilizzati o sottoutilizzati disponibili e a portata di click, per permettere a ognuno di creare esperienze uniche per la propria vita professionale .
Nella visione dei fondatori di What a Space, la community di proprietari arriverà a mettere a disposizione il proprio know-how su aspetti fondamentali come la contrattualistica o il canone di affitto di uno spazio, mentre i giovani imprenditori si scambieranno consigli su come costruire in pochissimo tempo un negozio temporaneo.

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