SO LUNCH

L’idea è nata quando entrambe le componenti del team di progetto, cinquantenni, si sono trovate ad affrontare un periodo professionale molto travagliato. Dopo esperienze manageriali e attività imprenditoriali, oltre a serie criticità economiche, ci siamo trovate ad affrontare un buio periodo di isolamento e depressione: nonostante la professionalità acquisita e il network, nessuno sforzo sembrava utile per riottenere lavori e quindi un reddito, anzi proprio l’esperienza ci limitava alcune possibilità in quanto considerate troppo “costose”.
La disistima cresceva e con questa anche la depressione: da lavoratrici iperattive ci siamo trovate ad avere intere giornate vuote e man mano, poiché viviamo in una società dove il lavoro è una forma di accettazione sociale, ad aumentare quasi la vergogna di questa situazione che ha portato ben presto ad isolarci professionalmente e personalmente. Ci siamo ben presto rese conto come anche tra i coetanei del nostro entourage, anche più giovani, questa situazione è molto diffusa, aggravata dal fatto che molto spesso abbiamo anche la responsabilità, personale ed economica, di figli che non riescono immediatamente a trovare un lavoro che possa consentire di mantenersi. Per fortuna le nostre competenze e la determinazione tipica di ogni imprenditore ci hanno consentito una scossa e abbiamo trasformato questo periodo molto negativo in un progetto che può aiutare anche altre persone che come noi si sono trovate in questa situazione e che non hanno le risorse professionali per potersi “reinventare”: non ci riteniamo assistenti sociali, non possiamo risolvere in toto un problema sistemico ma con il progetto SO Lunch siamo riuscite a trovare una soluzione sfruttando quelle che sono le nostre competenze: creatività e conoscenza dei nuovi modelli d’impresa.
Il progetto SO Lunch è una comunità profit che si basa su una piattaforma digitale responsive geolocalizzata che consente di:

  • offrire, prenotare, pagare e valutare peer to peer pranzi offerti a pagamento a casa dei senior a persone che lavorano nelle vicinanze durante la pausa pranzo
  • informare quotidianamente via pushing mail i beneficiari dei prodotti vicini alla scadenza messi in vendita a prezzi scontati dai negozi di zona iscritti
  • animare una comunità che diventa punto di riferimento per la lotta allo spreco alimentare fornendo a tutti i membri kit divulgativi e organizza anche eventi –corsi, action learning- a pagamento presso scuole, aziende, pubblica amministrazione, ecc
  • offrire ai senior la possibilità di lavorare pagati negli eventi organizzati contro lo spreco alimentare e di integrare ulteriormente il reddito diventando ambassador (ricevendo cioè una ricompensa per l’iscrizione di altri membri attivi)

Con So Lunch tutti ottengono benefici perché diventano parte attiva del processo:
I senior disoccupati o cassaintegrati ottengono un introito aggiuntivo, il mantenimento e la costruzione di relazioni sociali, grazie ai pasti organizzati a casa propria e al risparmio immediato sugli acquisti e la possibilità di rendersi ancora utili socialmente.
Le persone che pranzano fuori casa diventando clienti paganti dei beneficiari godono di un pranzo sano, in un ambiente familiare, sostenendo e facendo proprie tematiche di miglioramento ambientale e sociale.
I negozi trasformano le perdite derivanti dal cibo altrimenti gettato in entrate e attirano nuovi clienti.
L’intera comunità diventa voce autorevole e attiva a sostegno della lotta allo spreco alimentare e dei soggetti svantaggiati.
L’iscrizione di tutti i membri della community avviene con la verifica e lo screening dei dati – carta d’identità – per favorire la sicurezza.
Visti gli imponenti numeri delle persone che pranzano fuori casa (parliamo di 12 mio inItalia ogni giorno), l’impatto riduttivo sugli esercenti –bar, ristoranti, ecc.- è limitato, di molto inferiore all’1% più che compensato, per l’intero comparto del commercio, dalle entrate aggiuntive ottenute dai negozi locali.
So lunch si autososterrà grazie a fee sulle transazioni del singolo pasto, su un piccolo service fee pagato dai dettaglianti e sulle entrate derivanti dagli eventi.
Il progetto parte a Milano ma l’ipotesi è di espandersi in altre città.
Il panorama nel quale operiamo vede la presenza a livello nazionale di 1 milione di disoccupati over 50 (ai quali si aggiungono centinaia di migliaia di cassintegrati ed esodati e solo 1 su 3 riesce a ricollocarsi nel giro di 2 anni), un valore e conomico di 1,7miliardi di pranzi fuori casa e circa 300.000 tonnellate all’anno di cibo gettato nella piccola distribuzione e un’incidenza di 480 € medie all’anno per famiglia di danno economico derivante dallo spreco alimentare.
Si ipotizza di arrivare a coinvolgere 1.000 famiglie di disoccupati over 45/50 e 50 negozi nei primi 12 mesi. In una fase successiva lavoreremo per ampliare anche ad altri target (giovani disoccupati, casalinghe, ecc.)
Attualmente stiamo lavorando alla fase pilota di customer validation dopo un’intensa fase di identificazione svolta con un’attività di indagine sul campo (più di 300 interviste a tutti gli stakeholders). Questa fase è sostenuta dalla comunicazione della Lega italiana Consumatori, con la quale da luglio abbiamo sottoscritto una partnership.

66 votes, average: 1,00 out of 1 (66 votes, average: 1,00 out of 1)
You need to be a registered member to rate this post.
Loading...